L’oppressione della donna non si risolve nell’uguaglianza, ma prosegue nell’uguaglianza.

Per uguaglianza della donna si intende il suo diritto a partecipare alla gestione del potere nella società mediante il riconoscimento che essa possiede capacità uguali a quelle dell’uomo.

Ma il chiarimento che l’esperienza femminile più genuina di questi anni ha portato sta in un processo di svalutazione globale del mondo maschile.
Ci siamo accorte che, sul piano della gestione del potere, non occorrono delle capacità, ma una particolare forma di alienazione molto efficace.

Il porsi della donna non implica una partecipazione al potere maschile, ma una messa in questione del concetto di potere.

E’ per sventare questo possibile attentato della donna che oggi ci viene riconosciuto l’inserimento a titolo di uguaglianza.

L’uguaglianza è un principio giuridico: il denominatore comune presente in ogni essere umano a cui va reso giustizia.

La differenza è un principio esistenziale che riguarda i modi dell’essere umano, la peculiarità delle sue esperienze, delle sue finalità, delle sue aperture, del suo senso dell’esistenza in una situazione data e nella situazione che vuole darsi.

Quella tra donna e uomo è la differenza di base dell’umanità.

 

(Carla Lonzi – Sputiamo su Hegel – La donna clitoridea e la donna vaginale – 1970 – pagg. 20-21)

 

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