1972.  26 dicembre

Tutte le ideologie rivoluzionarie danno dei modelli nei quali uno può accettarsi e, anzi, sentirsi superiore agli altri, guida.
Ma  si allontana da se stesso e si sdoppia nascondendo il vero se stesso.
Si è rivoluzionari se si è se stessi.
È difficile parlare in un clima di obiezioni.
Come prevedevo non è successo niente con i miei, se non una certa serenità verso i genitori.
Queste feste sono un perpetuare situazioni infantili.
Mi sembrava che tutte le figlie fossero lì con la loro merce, i figli, per fare contenti i genitori, e che tutto era stato condizionato dall’aspettativa di questi.
Era proprio il momento più sbagliato per richiamare un colloquio fra noi.
È in famiglia che si comincia a non comunicare, si aspetta il mondo di fuori per ricominciare a farlo, poi ci si accorge che non è più possibile, richiede sforzo, o, non so, intenzione.
Allora basta demolire l’inciampo in noi, ma non è possibile che avvenga in tutti i membri della famiglia.

 

[Carla Lonzi – Taci, anzi parla. Diario di una femminista. – 1978 – Pagg. 184-185]

 

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