Grazie, Teresa. E grazie, Elena.
Per il Vostro lavoro.
E la dignità del gesto di ieri, 13 gennaio 2021.
DimetterVi.

Quando le critiche meno acide avanzate a Italia Viva erano di puntare a chissà quali poltrone.

Grazie e brave.

Di più Teresa, certo.
Un po’ perchè la conosco.
E un po’ perchè è così.
Punto.
Quando si riconosce il valore di una Donna, anche a confronto di un’altra sua pari, non è mai cosa brutta. Ma puro riconoscimento, appunto. Del suo valore. Punto. Me lo ha insegnato il femminismo.

Certo, ieri Vi è toccato sentire e leggere di tutto.
Io l’ho fatto.
Ho letto di ogni sui cosiddetti social.

Nella smania di cannoneggiare Renzi non siete state risparmiate.
Burattine, mummie pietrificate, ancelle mute, di tutto.

Pazienza. Passerà. Anche questa.

Fa impressione leggere certe femministe.
E con la parola impressione mi fermo.

Renzi che “ha dimesso” le sue Ministre.
Orrore.
Ok, lo avevamo messo in conto, in un certo senso.

Da che esiste la politica partitica si usa dire che il tal dei tali Partito, come anche il tal dei tali Segretario di Partito ha dimesso i propri ministri, quando ci si ritira da un Governo di coalizione in costanza di mandato ministeriale.

Con una qualche scusa alla lingua italiana, ma lasciamo stare.

Da che esiste la politica si usa dire così.

Ma…

Ma…

Se lo fa un uomo nei confronti di una o più donne, ecco che tutto cambia, diventa sessuato, diviene nuovo stereotipo.

Se a “dimettere” poi – cito a memoria una delle tante perle di ieri – è “un narciso intento a misurarselo” apriti cielo!

Le due divengono bersagli di ogni possibile burla che tanto piace al popolino dei social. Vignette, fotomontaggi, video. Di tutto.

La forma che è sostanza.

Nè più nè meno di come l’altroieri si parlò di abbigliamento.

Questo è l’amaro succo che resta, una volta passata la buriana.

Stereotipi.

Anche da dove meno te li aspetti.

Io poi, sono una che ama andare all’origine.

Certo che, se Renzi non le avesse a suo tempo indicate, quelle Due, tutto questo oggi non sarebbe accaduto.

E’ ancora una volta sua, la responsabilità.

Di averle indicate. Due Donne.

Una sventura così non potrà capitare ad altri.
Perfino Due!
E appartenenti a un Partito piccino picciò.

Mai potrà. Almeno per ora. Almeno in questo Governo.
Neanche al Partito Democratico.
Per non parlare di quell’altro, che più a sinistra non si può.
Com’è che si chiama? Ah, sì, Liberi e Uguali.
Plurale Maiestatis.

D’altronde. la cosiddetta Sinistra, nel nostro paese, Mi(ni)steri a parte, non è che stia messa benissimo a rappresentanze femminili, soprattutto in posizioni apicali.

Qualcuna ricorda per caso di un Triunvirato?
E quella che fu applaudita come una bellissima novità congressuale Dem, la femminea Presidenza? La ricordate?

E certe veterane, poi, che fine hanno fatto?
Alcune, in fondo, son più giovani di D’Alema il Supersimpatico.
Possibile siano tutte di colpo a godersi la parlamentare pensione ai Caraibi?

Sparite.

In disparte.

Mute.

O al più balbettanti.

In una parola: dimesse.

Parola dai molti significati.

M.A.C.