Da un po’ di giorni ho la nausea.
Che non ha nulla a che fare con la salute fisica. Ma con la rassegna stampa. Che sono due, da un po’ di giorni. A quella di Radio Radicale si è aggiunta quella di Roberto Giachetti su Radio Leopolda.

Argomento: l’imminente elezione per la Presidenza della Repubblica Italiana. Ormai da mesi. Articoli, commenti, sondaggi. Oltre agli immancabili retroscena. Si dice così.

Rispetto al passato una new entry: le petizioni on line. Ovviamente.

Uno dei sottoargomenti è: perchè non eleggere una donna al Quirinale?

La domanda, già di per sè, è indice dello stato delle cose in Italia, quanto a parità di genere.

Perchè “una” donna e non “quella” donna, con nome e poi cognome, seguiti dal necessario curriculum per un tale incarico?

Nella pochezza generale qualche episodio esilarante. Una mattina anche un ex Presidente del Consiglio si è svegliato chiedendosi: e oggi cosa dico ai giornalisti? Risposta: magari è il momento di una donna. Magari. Sempre senza nome e cognome. La news ha avuto vita più breve del cosiddetto gatto in tangenziale, of course. Sparita come buona parte di quanto detto e fatto da quell’ex Presidente, già osannato a sinistra come il meglio del meglio. In Italia. Anzi l’unico. O Conte o morte! Chi lo ricorda?

Ma il guaio vero, come sempre, sono le donne, ossia quelle che si sono pronunciate a favore di una donna al Quirinale. Sempre senza nome e cognome.

Una disfatta per la parità di genere. Altro che.

Di Donne con nome, cognome e curriculum che potrebbero ricoprire quell’incarico in Italia ce ne sono a decine. A destra come al centro come a sinistra.

E pure, quello che si legge (si leggeva) non andava molto più in là di: è l’ora di una donna al Quirinale. Perchè?

A proposito di destra e sinistra: indubbiamente Donne con nome e cognome e un’appartenenza a destra avrebbero più chances. Per due ordini di motivi legati tra loro.

Primo:
– la Presidenza della Repubblica Italiana viene eletta dal Parlamento. Almeno per ora. Lo dice la Costituzione. Quella stessa Costituzione che a sinistra viene ricordata e osannata a fasi alterne.
– nel Parlamento attuale, piaccia o no, la destra ha la maggioranza. Risicata, annacquata, contaminata, ma ce l’ha.

Secondo:
– la Destra, complessivamente intesa, ha espresso più figure femminili politiche di spicco rispetto alla Sinistra. L’unica ad avere una donna a capo di un Partito. Che si intitola Fratelli d’Italia, e qui possiamo anche riderci su ma è così. Poi è l’unica ad aver mandato una donna (che è anche l’unica, al momento) alla Presidenza del Senato. Giusto per fare un paio di esempi. L’attuale Sinistra, invece, o quel che così ama definirsi, non ne ha mandata una neanche a capo di un Ministero, nell’attuale frangente. Figuriamoci.

Sulle petizioni avrei altro da dire.

Innanzitutto ha spopolato quella contro la candidatura Berlusconi. Con argomenti che a volte avevano a che fare con… le donne. Apriti cielo! Petizione utile solo per confermare ciò che già si doveva sapere, a sinistra. Con gli anatemi non si fa altro che rafforzare l’avversario. Berlusconi era consapevole fin dall’inizio che la sua candidatura non sarebbe andata a buon fine. Perchè divisiva, innanzitutto. Come si suol dire. Poi perchè non troppo amata neanche in casa. Però sono giunte le petizioni contro, a partire da quella di un travaglio che non merita la maiuscola. Petizioni che non hanno avuto altro esito se non dare ancora più slancio al capo di Forza Italia nella sua iperattività delle ultime settimane.

Poi c’è quella favore di Bindi, Rosy il suo nome.
Ex democristiana di sinistra, ora nel PD.
Non sarebbe andata lontano in ogni caso.
Intanto per il particolare non indifferente di essere un’esponente del cosiddetto centrosinistra che questo Parlamento, non dimentichiamolo, non avrebbe mai preso in considerazione. Poi perchè Bindi non ha dimostrato nel suo recente passato di essere granchè equilibrata, dote irrinunciabile per una Presidente della Repubblica. Mia personalissima opinione, ma tant’è. Infine, prima di questa petizione, e anche dopo se è per questo, Bindi Rosy è del tutto scomparsa dalla scena politica, come buona parte delle donne politiche a sinistra. Chi si ricorda di Anna Finocchiaro?

Infine, questione di pochi giorni fa, in radio ascolto di una fervente petizione a favore di Laura Boldrini. Fiera appartenente a una sinistra che più sinistra non si può.
Ora, ragazze mie, forse vi sfugge la differenza tra ciò che vi piacerebbe e ciò che è, non dico probabile, ma almeno possibile. E qui mi fermo. Su Boldrini Laura.

Oltre a non fare un reale favore alle dirette interessate, questo genere di petizioni lascia il tempo che trova per molte ragioni, la principale delle quali risiede nel fatto che in fondo in fondo non ci crede veramente neanche chi le propone.

In attesa che sempre più Donne di valore prendano potere e autorevolezza in Italia, in attesa che in un futuro non lontano possa anch’io vedere con i miei personali occhi una Donna al Quirinale, vi saluto con un ricordo.

Che ha fatto capolino anche sulla stampa, qualche giorno fa.

Anni fa una Donna è stata candidata a Quirinale.
Anzi, si è autocandidata.
Con una Campagna in piena regola.
Che io sappia l’unica Campagna pubblica.
A viso aperto.

Questa Donna si chiama Emma Bonino.
La quale, intervistata, oggi ci dice: il mio tempo è passato.

In effetti di anni ne sono passati da quel 1999.
Ma non è questo il punto.

Molte cose sono cambiate – e non sempre in meglio – da quel tempo. Un tempo in cui Emma scelse – chi lo ricorda? – come slogan sotto la sua foto le seguenti parole: L’Uomo Giusto.

Altri tempi.

Altra Ironia.

Altra Storia, veramente.

M.C. 22.01.22

P.S.: qui trovi parole interessanti di Teresa Bellanova.

https://www.ilriformista.it/quirinale-parla-teresa-bellanova-mai-visto-tanti-uomini-sbracciarsi-per-una-donna-presidente-271293/

https://www.firstonline.info/bellanova-iv-quirinale-e-chigi-due-scelte-da-fare-insieme/amp/?fbclid=IwAR0dE1z8Jpd-YFaKspGgjhsBMIuoaFKR1cMrPlLUuwaFtRm_U6s89Bj5LN8